8 marzo: apriamo una casa d’accoglienza e ascolto per uomini soli contro la violenza domestica!

Lea Ferrari, CC del Partito Comunista

 Questo progetto deve essere inserito in un processo culturale di più lungo respiro che parta dalla scuola. Con l’iniziativa per una casa degli uomini soli non solo si potranno evitare le tragedie dei femminicidi ma si istituzionalizza un approccio di lavoro di genere che un giorno potrà portare ad avere una classe politica che non nicchierà più sulle decisioni correttive per la parità salariale come successo amaramente alla Camera dei Cantoni settimana scorsa.

Il Partito Comunista per l‘8 marzo propone la creazione di una casa d’accoglienza e ascolto per uomini soli contro la violenza domestica!

 

Dopo questo anno scandito da campagne pervasive (#metoo), da scandali (il caso Weinstein), da manifestazioni di costume (le attrici in abito nero) che hanno creato momenti ben confezionati di appagante indignazione collettiva, l’8 marzo 2018 deve essere una cesura. Siamo consci che sia necessario un lavoro culturale e peculiare su entrambi i generi, tenendo sempre ben in chiaro la finalità comune dell'eguaglianza dei diritti tra i sessi a livello sociale, economico e culturale.

 

In Ticino svolge un ruolo molto importante ad esempio l’associazione Armonia, nell’offrire alle donne maltrattate un luogo sicuro e un supporto. Ma cosa viene fatto per prevenire le situazioni di violenza domestica? Come vengono seguiti gli uomini violenti? Su questo fronte siamo invece carenti: a chi può rivolgersi un uomo solo e abbandonato, prima che decida di scaraventare tutta la propria rabbia sulla compagna?

 

Questo 8 marzo uomini e donne possono sostenere la creazione di una casa d’accoglienza e ascolto per uomini soli. Sono in crescita le situazioni di povertà successive ad un divorzio e spesso l’uomo ne risulta particolarmente marginalizzato, abbandonato da moglie e figli. L’uomo ha tradizionalmente più difficoltà ad attivare una rete sociale in caso di bisogno, ricorrerà meno volentieri all’aiuto di parenti e farà più fatica ad esternare il proprio disagio. Fornire un luogo per l’accoglienza da una situazione precaria prima che divenga disperata, per l’ascolto e l’accompagnamento di una sofferenza prima che si risolva in un gesto irreparabile.

 

Prendendo spunto da strutture già esistenti in tal senso in Italia, Norvegia, ecc. il Partito Comunista ha elaborato una mozione per valutare la possibilità di creare in Ticino una casa degli uomini soli.

 

Tale iniziativa è guidata da una sensibilità ed un sapere che traggono forza proprio dalla tradizione femminista celebrata nella giornata dell’8 marzo. Affinché le donne possano esprimersi in tutta la loro libertà, deve instaurarsi infatti una relazione di profondo rispetto tra uomo e donna. Se da una parte la casa degli uomini soli è una risposta ad un’emergenza, d’altra parte servono risposte per il quotidiano: il congedo paternità per l’uguaglianza dei ruoli sociali all’interno della famiglia, l’educazione delle bambine e dei bambini, parità salariale, di possibilità di carriera.