Se quattro anni vi sembran pochi…

di RedQ

 

Continua la melina sull’iniziativa per coprire le spese dentarie. Abbiamo ormai oltrepassato il limite dei quattro anni da quando sono state consegnate le firme dell’iniziativa popolare che chiede l’introduzione di un sistema assicurativo che copra le spese delle cure dentarie di base, che stanno diventando una spesa sempre meno sopportabile per una parte crescente della nostra popolazione.

Tutte le statistiche lo indicano: aumentano continuamente coloro che vanno a farsi curare all’estero (Slovenia, Ungheria, eccetera) e ormai quasi un quarto della popolazione residente nel nostro paese rinuncia alle cure dentarie per ragioni economiche, ciò che come tutti medici sanno può portare a gravi conseguenze per la salute delle persone.

 

Questa non è però l’opinione del Dipartimento della Sanità ed in particolare del suo ex direttore Paolo Beltraminelli, che già il giorno della consegna delle firme aveva dichiarato “che non c’è nessun problema”. Di conseguenza da allora l’inattività del Dipartimento è stata plateale: a parte un paio di incontri di tipo “diplomatico” con gli iniziativisti, ed una pseudo proposta minimalista fatta, così sembra, al Consiglio di Stato qualche mese fa, niente di niente.

 

In particolare non c’è nessun messaggio al Gran Consiglio, come richiedono che avvenga entro 18 mesi i relativi regolamenti. Ma questo non meraviglia più di quel tanto nel caso dell’ex Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, che come ben descritto da Graziano Pestoni nell’ultimo numero dei Quaderni del Forum, durante una recente discussione pubblica organizzata da Piattaforma Salute a proposito delle varie iniziative popolari nel settore della sanità, ha avuto la tolla di dichiarare pubblicamente che “in questo paese ormai si esagera con le iniziative popolari”. Invece di capire che il numero crescente di iniziative popolari è una risposta della società civile all’inattività della politica, Beltraminelli dimostra un’inaccettabile disprezzo per le regole democratiche.

 

Come discusso nell’editoriale del numero 19 dei Quaderni, sarà poi inutile lamentarsi se l’esasperazione della popolazione arriverà ad usare i metodi dei gilets jaunes.

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