Stop all’invasione turca #Defend Rojava

PIAZZA APERTA - KOLLETTIVA JIYAN

 

In alcune regioni del Kurdistan, in particolare nel Rojava (nord della Siria), viene vissuto un modello alternativo e antagonista al capitalismo, che prende il nome di Confederalismo Democratico.

 

Una teoria e una pratica fondate su tre pilastri quali il municipalismo libertario, il femminismo e l’ecologia sociale. Si traduce in un progetto politico, sociale e culturale basato sull’esperienza e sul retaggio collettivi per una società civile organizzata in modo autonomo, anti-monopolistico, con democrazia diretta e partecipativa. Mira all’inclusione delle diverse identità culturali presenti, a dare voce ai bisogni e a consolidare l’autonomia degli attori sociali, attraverso la creazione di condizioni necessarie per organizzare la società in modo che consideri la sua complessità.

 

All’interno di questo modello, il concetto di economia viene inteso come l'insieme delle azioni essenziali per far sì che la società soddisfi i suoi reali bisogni. La sua amministrazione è l'organo di autogestione attraverso la quale la società si organizza dal basso, autodeterminandosi (il popolo è il solo conoscitore di sé stesso).

 

In questo modo, viene raschiata via la smania e il capriccio per il profitto, che appartiene all’attività dei monopoli e che sembra essere diventato l'unico istinto sociale che il capitalismo sa proporre. Nel Confederalismo Democratico ciò che conta sono gli interessi vitali della società, il suo sviluppo e la sua prosperità sia a livello strutturale sia semantico; non avviene una seduzione della società con l’obiettivo di colonizzarla disperdendone l’intelletto. Si evita quindi una democrazia priva di contenuti che si ripete in modo insignificante.

 

Il partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) difende l’esperienza del Rojava, con quello che ha, dallo stato-nazione turco che attacca per opprimere le minoranze all’interno di queste regioni e per far tacere la fattibilità di una società alternativa al capitalismo. Il presidente turco Erdogan fa apparire il PKK come un gruppo di terroristi, ma al contrario di quello che vuol far credere e di quello che lui ordina di fare, il PKK non ha interesse ad invadere e ad attaccare ma solo di difendere la sua identità. Quindi, di quale terrorismo stiamo parlando?

 

Attualmente Erdogan, che nel contesto del conflitto Russia-Ucraina si propone come mediatore di pace della NATO, minaccia di invadere nuovamente la Siria, con il pretesto di eliminare questi promotori e difensori della democrazia.

 

Addirittura, vuole farsi passare per quello buono facendo credere che la zona di sicurezza controllata da Ankara nel nord della Siria (quindi al di fuori dei confini nazionali) potrebbe essere destinata ai rifugiati siriani che attualmente si trovano in Turchia. Riferisce che in preparazione c’è un piano per il ritorno volontario di questi siriani (che ormai risiedono da anni in Turchia). È pero fondamentale ricordare che queste persone sono scappate dalla Siria a causa delle forze e del potere liberticida jihadista (a seguito della crisi mediorientale, deriva del capitalismo), appoggiate proprio dallo stato turco attraverso l’impiego di militari turchi per sopprimere la civiltà curda e altre minoranze presenti in quell’area.

 

 

Stop all’invasione turca

#Defend Rojava

Biji la solidarietà internazionale!!!