Le ragioni di una SCELTA

L'editoriale - Q46

 

L’annuncio che per le votazioni federali di quest’anno il ForumAlternativo aveva deciso di fare lista comune per il Consiglio Nazionale con i Verdi ha sorpreso qualche commentatore politico, che ha voluto vederci una contraddizione con la nostra scelta di far parte, anche se in autonomia, della lista PS nelle recenti elezioni del Gran Consiglio.

 

Questa contraddizione è però solo apparente oppure potremmo addirittura dire che appartiene al DNA di FA. Noi siamo difatti nati, ormai quasi 10 anni fa, con l’intento di voler coalizzare tutte le vere forze eco-socialiste presenti in questo cantone, obiettivo raggiungibile solo abbattendo quegli sbarramenti di natura settaria che tuttora indeboliscono la Sinistra ticinese.

 

Proprio perciò, quale novità assoluta nel panorama politico nostrano, abbiamo sin dall’inizio previsto nei nostri statuti la possibilità di essere tesserati sia a FA che ad altri movimenti dell’area rosso-verde. E, guarda caso, uno dei nostri due candidati nella lista “Verdi e ForumAlternativo” per il Consiglio Nazionale (Pietro Majno-Hurst) è tesserato sia presso di noi che con i Verdi.

 

Nel prendere questa decisione, siamo partiti dal successo storico che la lista “Verdi e Sinistra alternativa” aveva conseguito nel 2019, quando eravamo riusciti a strappare un seggio a Lega-UDC e per pochissimo non ne abbiamo guadagnato ancora un altro a spese del PPD. Una riedizione della stessa esperienza, che noi avremmo auspicato e per la quale ci siamo battuti, non è stata possibile per l’indisponibilità del PC a parteciparvi.

 

Nonostante ciò, abbiamo deciso di ripresentarci in una lista comune con i Verdi soprattutto per due ragioni.

 

La prima ha a che fare con la politica internazionale, che contrariamente a quanto capita alle elezioni cantonali, gioca un ruolo fondamentale quando si tratta di scegliere i deputati per il Parlamento a Berna. La guerra russo-ucraina sta cambiando le coordinate della politica mondiale e naturalmente non può non influenzare anche il dibattito alle nostre latitudini. E mentre, come abbiamo più volte denunciato in questi Quaderni, il Partito Socialista svizzero sembra ormai aver calzato l’elmetto NATO, dichiarandosi d’accordo anche con forniture d’armi all’Ucraina, la posizione dei Verdi sull’argomento è stata molto più sfumata e fondamentalmente centrata attorno alle posizioni pacifiste che hanno sempre contraddistinto questo partito e alle quali, contrariamente a quanto purtroppo è avvenuto in Germania, i Verdi nazionali sin qui non hanno ancora rinunciato. La nostra presenza nel Gruppo parlamentare Verde a Berna potrebbe chiaramente rafforzare questa posizione.

 

La seconda ragione è legata alla drammatica accelerazione della crisi climatica, che abbiamo potuto costatare anche qui da noi e che soprattutto è certificata da un numero eccezionale di eventi estremi capitati in questi ultimi mesi un po’ a tutte le latitudini. Con la nostra decisione abbiamo quindi voluto segnalare la nostra grande preoccupazione per l’acuirsi della crisi climatica, che in diverse zone del mondo minaccia ormai addirittura l’esistenza stessa della vita umana. È però importante ricordarsi di quanto diceva il grande ambientalista, trucidato dai latifondisti brasiliani, Chico Mendes: “l’ecologismo senza anticapitalismo si riduce a del giardinaggio”. In questi Quaderni abbiamo pubblicato spesso ampie documentazioni che dimostrano la responsabilità nella crisi climatica non solo delle società petrolifere, ma anche delle banche e delle grandi strutture capitaliste. Addirittura, in Svizzera (vedasi per questo l’articoletto nella rubrica “Leggere per credere” in questo numero) uno studio recentissimo ha dimostrato come l’1% dei superricchi inquini 20 volte di più del cittadino medio.

 

Per noi quindi la lotta per salvare il pianeta è indissolubilmente legata a quella per la giustizia sociale e quindi con l’anticapitalismo. In questo numero pubblichiamo ancora una volta il programma comune per queste elezioni federali su cui ci siamo accordati con i Verdi. Anche scorrendolo solo rapidamente, risulta evidente il legame molto stretto tra giustizia sociale e lotta ambientale.

 

Questa tornata elettorale si annuncia sotto una stella non troppo favorevole per l’area rosso-verde. Sfruttando a fondo la nuova ondata di rifugiati e sollecitando nuovamente lo spirito antieuropeista prevalente da noi, l’UDC sembra avere il vento in poppa. In ripresa pare essere anche il Centro (ex PPD), che ha risuscitato in buona parte anche la tematica della difesa della famiglia tradizionale. Un esempio particolarmente stucchevole in proposito lo abbiamo avuto qui in Ticino con la recente polemica demagogica contro le Agende che avrebbero dovuto essere distribuite nelle scuole pubbliche.

 

Molto potrebbe però ancora cambiare perché in questa campagna ha ora fatto irruzione la tematica dell’esplosione dei premi di cassa malati: in proposito UDC e partiti borghesi, a cui appartengono tutti i super pagati manager cassamalatari, per il momento stanno solo balbettando o proponendo soluzioni terrificanti, quale l’abolizione dell’obbligatorietà dell’assicurazione. Noi, anche perché ce ne siamo spesso occupati ed abbiamo sempre avanzato le uniche soluzioni possibili, faremo tutto il possibile per mettere il tema al centro delle discussioni. In proposito si veda in questo Quaderno l’articolo “Premi di cassa malati: bisognerà arrivare ai forconi?”.

 

A livello cantonale, soprattutto per il Consiglio Nazionale, è molto difficile fare attualmente una previsione sensata dato l’aumento importante delle liste “minori” che, pur non avendo nessuna possibilità di raggiungere il quorum per poter ottenere un seggio, toglieranno sicuramente parecchi voti ai partiti maggiori, anche se non è così chiaro a quali. Diventa quindi estremamente importante impegnarsi a fondo in questa campagna, anche perché oggettivamente siamo gli unici ad avere le idee chiare: altri programmi, concisi e puntuali come il nostro, non ne abbiamo visto sinora neanche l’ombra.

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